VOJVODINA 2007
CREAZIONE A NOVI SAD DI UN UFFICIO PERMANENTE DI COOPERAZIONE
E RACCORDO FRA LA REGIONE AUTONOMA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
E LA PROVINCIA AUTONOMA DELLA VOJVODINA

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VOJVODINA: dove, che cosa, come

 Il territorio 

 La popolazione 

 Il volto fisico della Vojvodina 

 Le istituzioni  

 L'economia 

 Investire in Vojvodina 

 

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The Autonomous Province of Vojvodina
The Assembly of AP Vojvodina
The Executive Council of AP of Vojvodina
The Provincial Secretariat of Economy

 

Il territorio

La Provincia Autonoma della Vojvodina si estende su oltre 21.000 chilometri quadrati, nel nord della Repubblica di Serbia , fra Bosnia-Erzegovina (Republika Srpska) e Croazia a Ovest, Ungheria a Nord e Romania a Est.

Ha una popolazione di poco superiore ai due milioni di abitanti, all'incirca corrispondente a quella di una regione italiana di medie dimensioni.

La Vojvodina si divide in tre sub-regioni : la Bačka a Ovest, lo Srem a Sud-Ovest e il Banato a Est.

L'intero territorio è parte del bassopiano pannonico, senza soluzioni di continuità con la pianura ungherese e con quella della Slavonia.

La pianura è il carattere distintivo della provincia, ed è interrotta solo dal modesto massiccio della Fruška Gora, di origine vulcanica, situato a Sud di Novi Sad, dove la Bačka lascia il posto allo Srem.

All'estremo Sud-Est, nell'area di Vršac e di Bela Crkva, la Vojvodina si stende fino ai piedi della catena dei Carpazi.

Il territorio della Vojvodina è attraversato da fiumi e altre vie d'acqua di primaria rilevanza.

Grazie alla sua navigabilita', il Danubio mette in comunicazione diretta la Vojvodina sia con il Mar Nero sia, attraverso il canale che lo collega con il Reno, con il Mare del Nord.

La Vojvodina si trova di conseguenza al centro di una delle vie d'acqua piu' importanti d'Europa, che registra peraltro una crescita significativa del traffico mercantile e crocieristico.

Il carattere strategico del grande fiume ha portato l'Unione Europea a classificarlo come l'unica idrovia compresa nella lista dei Corridoi Paneuropei (Corridoio VII).

Oltre al Danubio, tra i principali corsi d'acqua che attraversano la Vojvodina si contano la Sava e la Tisa (Tibisco).

La prima collega la provincia con la Slavonia e la Bosnia settentrionale, la seconda con l'Ungheria e l'Ucraina.

Oltre ad altri corsi minori come il Tamiš , la Vojvodina è attraversata dal Canale DTD (Danubio-Tibisco-Danubio), significativa opera di ingegneria idraulica.

La provincia ha una posizione geografica che la pone al centro dell'Europa Sud-Orientale e di conseguenza come snodo di traffici fra il Nord e il Sud, l'Ovest e l'Est del continente.

Da Novi Sad si raggiungono Trieste o Capodistria in sei ore, Budapest in tre, Vienna in cinque e Salonicco in otto, utilizzando percorsi interamente o quasi interamente autostradali.

La realizzazione di nodi intermodali, incoraggiata dalla strategia europea approvata nella Conferenza di Helsinki, darà ulteriore impulso allo sviluppo di traffici commerciali multimodali, aprendo significative prospettive per investimenti internazionali nella logistica.

Il carattere pianeggiante e la qualita' dei terreni (terra nera) hanno segnato il destino economico della provincia nei secoli, affermandone la vocazione agricola. Tuttora l'agricoltura, in uno con l'industria di prima trasformazione dei prodotti agricoli, contribuisce per il 40% al totale del Prodotto Interno Lordo della provincia stessa.

Agricoltura in Vojvodina significa soprattutto seminativi, con una prevalenza di cereali come mais, frumento e soya, di barbabietola da zucchero e di girasoli.

La vitivinicoltura si concentra nei terreni “di piè-monte” (Fruška Gora, area pre-carpatica), mentre le colture orticole e la frutticoltura sono praticate in piccoli appezzamenti attorno a villaggi abitati da minoranze etniche (soprattutto magiari e slovacchi).

L'allevamento di bestiame è parte della vocazione agricola dell'area e disegna una filiera che partendo dalla coltivazione di mais arriva alla macellazione e al trattamento delle carni. L'allevamento, pur marcando una significativa riduzione del numero di capi nel corso dell'ultimo decennio, significa soprattutto allevamento di suini.

Ma l'agricoltura, per le sue specifiche caratteristiche, puo' oggi essere alla radice di una filiera diversa, che può affiancare alla più tradizionale agro-alimentare la filiera agro-energetica per la produzione di biogas e bio-diesel.

La Vojvodina ha pero' sviluppato anche, a partire dalla seconda meta' dell'Ottocento, alcune specializzazioni nell'industria manifatturiera .

Sotto il profilo settoriale, questa appare significativamente diversificata, pur se con una prevalenza dell'industria alimentare e della petrolchimica (quest'ultima concentrata a Pan č evo, nel Sud della provincia, alle porte di Belgrado).

Tra gli altri settori, tutt'altro che trascurabili sono la lavorazione della plastica, la meccanica e la produzione di componenti in metallo.

Il terziario si concentra soprattutto a Novi Sad, capoluogo della provincia e seconda citta' della Serbia, dove hanno sede banche, societa' di informatica, centri commerciali e la seconda universita' della Serbia.

Il settore è in forte sviluppo, ed attrae investimenti esteri.

Recentissime le acquisizioni della Panonska Banka da parte del gruppo italiano San Paolo-Imi e quella della Vojvođanska Banka da parte della Ethniki' Trapezatis Ellados.

A Novi Sad si concentrano inoltre, grazie al suo status di capoluogo della provincia autonoma, le attivita' amministrativo-burocratiche.

Novi Sad è, infine, sede del polo fieristico piu' importante dei Balcani, di prossima privatizzazione.

La popolazione

I saldi del movimento naturale e del movimento migratorio della popolazione sono negativi se riferiti alla totalità della provincia. In particolare è da considerarsi allarmante il saldo naturale negativo, indicativo di bassi indici di natalità e di un complessivo invecchiamento della popolazione. Si devono tuttavia osservare differenti comportamenti demografici fra le diverse componenti etniche. Bassi indici di natalità caratterizzano infatti la componente magiara e quella serba, mentre decisamente più elevati sono quelli di altre, in primis di quella rom.

Anche il movimento migratorio presenta come si è detto saldi complessivamente negativi, ma se si considerano situazioni specifiche come quella di Novi Sad, il segno cambia. Novi Sad si afferma infatti come centro con forte capacita' di attrarre popolazione da tutto il resto della provincia e anche da oltre confine (minoranze serbe della Slavonia e della Bosnia), grazie alla gamma di opportunita' di vita e di lavoro, che la città è in grado di offrire.

Dal punto di vista della composizione per nazionalità la Vojvodina può essere definita come una sintesi d'Europa , o almeno dell'Europa Centrale e Sud-Orientale.

La componente serba è maggioritaria, ma molto rilevante è quella magiara, specie nel Nord e in municipalità come Temerin e Bečej. Fra le altre, molto significative quella slovacca e quella romena. Importante anche la presenza rutena, originaria della Ucraina sub-carpatica. Di entità oramai trascurabile invece la componente tedesca, che pure fino alla seconda guerra mondiale aveva un peso rilevantissimo nella vita economica e culturale. Simili considerazioni si possono fare a proposito della componente ebraica askhenazita, un tempo molto consistente sia a Novi Sad sia a Subotica, che tuttora conservano Sinagoghe fra le più grandi d'Europa.

La componente croata è significativa soprattutto a Subotica, dove conta per circa un terzo della popolazione locale.

A partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale la Vojvodina è stata poi meta di immigrazioni da altre aree della Jugoslavia: dapprima dal Montenegro e, a seguito delle guerre balcaniche degli anni Novanta del XX secolo, dalle Krajne, dalla Bosnia e dalla Slavonia.

Il mosaico etnico, in verita' ancora piu' ampio di quello descritto, si riflette in un mosaico di credi religiosi , con una prevalenza di popolazione di fede cristiano-ortodossa (chiesa autocefala serba), una piu' che significativa consistenza di popolazione di fede cattolico-romana (soprattutto croati e ungheresi), importanti comunita' luterane (slovacchi, ungheresi) e calviniste (ungheresi).

Non manca la presenza di altre confessioni, come quella cristiano-ortodossa rumena, la uniate e altre (avventisti).

L'intersecarsi di popoli e fedi religiose all'interno di un territorio di estensione tutto sommato limitata non ha provocato tensioni interetniche di rilievo.

Al contrario, la Vojvodina si puo' considerare come un modello di successo sul piano della tolleranza e dell'integrazione fra nazionalità diverse, forse senza eguali nell'intera Europa Centrale e Sudorientale.

La popolazione della Vojvodina presenta tassi di scolarizzazione superiore e universitaria molto elevati rispetto ai valori tipici di altre aree della ex-Jugoslavia, comparabili a quelli della Mitteleuropa.

L'abitudine alla vita in un contesto multilinguistico e multiculturale favorisce inoltre l'apprendimento di lingue straniere dell'Europa Occidentale.

Una ricerca demoscopica condotta da Gallup International mette in luce come oltre il 40% della popolazione sia in grado di esprimersi correntemente in inglese. Fra le altre lingue allogene, diffuso è il tedesco, mentre l'italiano si situa al terzo posto . Come in tutta l'Europa Centrale e Sud-Orientale, i prodotti, la cultura e lo stile di vita italiani godono di grande prestigio. Italianità è sinonimo di un ben vivere difficilmente eguagliabile, di attenzione alla qualità, di capacità di affrontare situazioni impreviste con creatività e flessibilità.

La città di Novi Sad dispone di tutte le condizioni per vivere secondo standard europei: complessi sportivi di prim'ordine, teatri, un'intensa vita notturna, facilities per lo shopping, ristoranti di livello internazionale e un'offerta alberghiera diversificata e meglio qualificata di quella di Belgrado.

L'aeroporto internazionale Nikola Tesla è a un'ora di macchina dal centro di Novi Sad .

La gente è amichevole e ospitale, specie con gli stranieri, e per uno straniero integrarsi nella societa' locale non è difficile.

Negli affari la cultura locale ha il senso della misura e dei tempi.

La cultura popolare presenta molti punti di contatto con quella dei Paesi vicini.

La cucina ad esempio è basata su stracotti simili all'ungherese p örkölt e su carni impanate e fritte all'uso viennese piuttosto che sui barbecues balcanici.

La musica tradizionale, ancora largamente apprezzata anche dai giovani, fa largo ricorso ai violini e al cembalo piuttosto che agli ottoni e agli strumenti a fiato tipici della gran parte dei Balcani.

Il volto fisico della Vojvodina

Il volto fisico della Vojvodina è il risultato combinato di due forze: la natura e la storia.

Della prima si è detto: si tratta di una terra in larghissima prevalenza pianeggiante.

A proposito del Banato, sezione orientale della provincia, un detto popolare afferma che basta arrampicarsi su un girasole per ricomprenderlo tutto con lo sguardo.

A proposito della seconda è importante sottolineare che la Vojvodina è stata per secoli sotto la Corona di Santo Stefano, in altre parole parte dell'Ungheria, e di conseguenza parte di una civiltà che ha guardato a Occidente e dall'Occidente ha mutuato usi, costumi, stili di vita, istituzioni.

Un punto di svolta decisivo nella storia della provincia coincise con il regno di Maria Teresa, che stabilì le istituzioni che danno certezza alle relazioni economiche, a cominciare dal catasto e dalla pianificazione territoriale .

I villaggi della Vojvodina sono un esempio di come Maria Teresa concepisse l'uso dello spazio. Si sviluppano lungo la strada principale, con le case dei piccoli proprietari costruite a una distanza di rispetto dal ciglio della strada. Dietro le case, orti e spazi e costruzioni per l'allevamento di bestiame; tra le case e la strada una fascia a verde, la cui manutenzione spettava e spetta ai proprietari delle case stesse. Il modello del villaggio contadino come Strassendorf veniva completato con una possibilità di espansione disciplinata secondo un piano urbanistico, che concepiva l'ingrandimento dell'insediamento secondo il disegno illuministico dell'abitato a scacchiera, sviluppato per maglie ortogonali.

In tempi recentissimi, e particolarmente durante il periodo delle sanzioni, i movimenti di popolazione e la necessita' di accogliere rapidamente rifugiati provenienti da altre parti della ex-Jugoslavia hanno messo in pericolo questo modello, con larghi fenomeni di espansione irregolare; ma la sostanza resta intatta, specie fuori dalle periferie delle città maggiori.

Un esempio simbolico dell'appartenenza della Vojvodina all'Europa Centrale più che ai Balcani è dato dall'imponenza dei municipi degli abitati maggiori, significativamente chiamati “case della citta'”.

Costruiti quasi tutti fra la seconda meta' del secolo XIX e il primo decennio del secolo XX, hanno emicicli per le assemblee elettive eleganti fin nei particolari quasi come Parlamenti. Alla loro costruzione lavorarono i più prestigiosi architetti di Budapest, tutti legati da una comune adesione ai principi architettonici e agli stili della “ Secessione ”. Rappresentano la prosperità e l'impegno a decidere su questioni di interesse civico conquistate da quella borghesia delle professioni, dei commerci e dell'industria, che si affermò nel periodo della Belle Epoque.

Al di fuori dagli abitati il paesaggio antropico è segnato da strade rettilinee che attraversano campagne coltivate a seminativo, con alberi (specie pioppi) che appaiono solo in prossimità dei maggiori corsi d'acqua.

Le istituzioni

La Vojvodina gode di uno status di relativa autonomia finanziaria e amministrativa , condizione esclusiva in Serbia, se si eccettua il caso del Kossovo i Metohija, attualmente sotto amministrazione internazionale.

Questa condizione è stata confermata ed estesa con la nuova Costituzione della Repubblica.

Ha un'istituzione di rappresentanza elettiva propria ( škupština ) e un Consiglio Esecutivo, che svolge il ruolo di una giunta regionale in Italia. Sia l'Assemblea che il Consiglio Esecutivo hanno propri presidenti. Il Consiglio Esecutivo è costituito da 17 Segretariati (assessorati), che dispongono di personale amministrativo proprio.

 

Al di sotto di questo livello ci sono le città ( gradovi ) e i municipi ( opštine ).

Le municipalità e le città comprendono a loro volta al proprio interno istituzioni più piccole ( Mesta Zajednica ), paragonabili ai consigli di quartiere italiani o alle fregueisias portoghesi.

Municipi e città hanno territori piu' estesi di quelli dei comuni italiani, con un insediamento principale e un numero consistente di insediamenti minori.

A seguito di una recente riforma degli autogoverni locali il numero di enti locali in Vojvodina, dotati dello status e dei poteri di città, è passato da uno (la sola Novi Sad) a sei (Subotica, Sombor, Zrenjanin, Novi Sad, Sremska Mitrovica, Pančevo).

La provincia autonoma dispone di proprie istituzioni pubbliche di sostegno allo sviluppo economico : il Fondo di Sviluppo della Vojvodina , il Fondo di Garanzia della Vojvodina , il Fondo di Promozione degli Investimenti in Vojvodina , il Fondo di Sviluppo Agricolo della Vojvodina .

Il Fondo di Promozione degli Investimenti svolge attivita' di assistenza a potenziali investitori stranieri, il Fondo di Garanzia attiva meccanismi di garanzia dei crediti, mentre il Fondo di Sviluppo della Vojvodina e il Fondo di Sviluppo Agricolo della Vojvodina funzionano come fondi di rotazione, che erogano a bando contributi a tassi agevolati per piccole imprese.

Il Fondo di Sviluppo della Vojvodina è alimentato dal 50% dei proventi delle privatizzazioni di imprese aventi sede nel territorio della provincia.

È allo studio una semplificazione del sistema, con la creazione di una Banca di Sviluppo della Vojvodina, che utilizzi tutti i diversi strumenti del credito industriale. Al disegno sono interessate istituzioni finanziarie italiane, già in contatto con omologhi della provincia.

È inoltre allo studio la costituzione di un Fondo per gli Investimenti in Infrastrutture (Fond za Kapitalne Investicije ).

 

L'economia

La Vojvodina ha una tradizione industriale che risale alla seconda meta' dell'Ottocento, quando era parte dell'Impero Austro-Ungarico nato dal “compromesso” del 1866. L'interventismo in economia e il protezionismo caratteristico dei governi di quel periodo favorirono uno sviluppo economico “protetto” dell'area, che sebbene danneggiasse il settore agricolo incoraggiava lo sviluppo di alcuni settori industriali. A cavallo tra il XIX e il XX secolo città della provincia come Nagybecskerek (oggi Zrenjanin) conobbero un accelerato sviluppo economico. Lo sviluppo della provincia prosegui' anche dopo il suo passaggio al Regno degli Sloveni, Croati e Serbi (poi Regno di Jugoslavia), fra le due guerre mondiali. Per quanto penalizzata dalla sostanziale perdita della intraprendente componente demografica tedesca e da scelte di ordine strategico - dopo la rottura con il Comintern la Jugoslavia titina decise di spostare a ovest impianti industriali considerati di rilevanza strategica - la Vojvodina mantenne una posizione di supremazia nella geografia industriale jugoslava anche dopo la seconda guerra mondiale, condividendola solo con la Slovenia.

La provincia resta una realta' industriale di tutto rispetto, anche se il decennio delle sanzioni ha impedito l'indispensabile rinnovamento tecnologico delle imprese, portandone molte al collasso economico e finanziario.

La questione-chiave dello sviluppo industriale in Vojvodina, come in gran parte della ex-Jugoslavia, è di recuperare in tempi brevi la propria capacità competitiva minimizzando i relativi impatti sociali negativi.

Il turismo, contando su risorse naturali, storico-artistiche, culturali e antropologiche significative, oltre che sulla facile accessibilità da parte di aree ad alto reddito con elevata propensione alla spesa turistica (Austria, Slovenia, Nord-Est italiano), ha potenzialità tuttora largamente inespresse.

Un elenco di località con rilevanti capacità di attrazione di movimenti internazionali, pur se non esaustivo, potrebbe comprendere il complesso termale di Kaniža, il lago e il villaggio di Palić – stazione climatica dall'impianto e l'architettura caratteristici dei centri di soggiorno austro-ungarici del periodo della Belle Epoque - il complesso di Zobnatica (turismo equestre), l'oasi naturalistica di Carska Bara (lo stagno dell'imperatore) protetta dalla Convenzione Internazionale di Ramsar, la cittadina di Kovačica, popolata in maggioranza da slovacchi e capitale della pittura naive, il Parco Nazionale della Fruška Gora, con le sue foreste, itinerari per il trekking, sorgenti, acque termali, monasteri e specifiche produzioni vitivinicole.

Il settore può attrarre investimenti da parte di gruppi specializzati con esperienza internazionale. L'elenco non può essere chiuso senza citare il Festival Exit che si tiene ogni anno nella Fortezza di Petrovaradin a Novi Sad.

Si tratta di un evento consacrato al pop e al rock internazionale, che attrae annualmente decine di migliaia di giovani da tutta Europa e l'attenzione della stampa specializzata, meritandosi l'appellativo di Woodstock dei Balcani.

Investire in Vojvodina

Investire in Vojvodina significa beneficiare di significativi vantaggi comparati :

  • un ambiente culturalmente favorevole al business;
  • la prossimità geografica e culturale all'Europa Occidentale;
  • la possibilità di penetrare senza pagare dazi nel mercato dell'area di libero-scambio dell'Europa Centrale (CEFTA) e, grazie all'accordo di libero scambio fra Serbia e Federazione Russa, anche nella stessa Russia; in pratica investire in Vojvodina significa stare in un mercato di oltre duecento milioni di consumatori ;
  • un'aliquota di tassazione sui profitti delle imprese che è la più bassa d'Europa (10%);
  • dieci anni di tax holiday per investimenti di ammontare superiore ai 7,1 milioni di euro, che al contempo creino oltre 100 posti di lavoro o 5 per investimenti di entità superiore ai 71.000 Euro, che creino oltre 5 nuovi posti di lavoro nelle municipalità classificate come “sottosviluppate”;
  • la disponibilità di una forza-lavoro qualificata a costi competitivi: il salario lordo medio è attualmente di 209 Euro mensili;

L'attrazione di investimenti esteri è missione del Vojvodina Investment Promotion Fund, ma anche l'Ufficio di Coordinamento e Raccordo fra la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma della Vojvodina , basato a Novi Sad, fornisce consulenza e sostegno a investitori, con attenzione speciale a investitori italiani e in particolare del Friuli Venezia Giulia.

Alle facilitazioni ricordate sopra si aggiungono quelle previste dalle leggi italiane, gestite da Simest e Finest.

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